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Biologia preventiva

Cos’è la gestione biologica preventiva dell’impianto di biogas?

 

Gestire un impianto di biogas vuol dire essere un allevatore di batteri. I batteri, come tutti gli esseri viventi, richiedono condizioni adeguate per poter vivere, crescere e produrre. Allo stesso modo che un allevatore di bestiame deve prendersi cura dei suoi animali, assicurando loro una dieta equilibrata e condizioni igienico-sanitarie adeguate, il gestore di un impianto di biogas deve sapere:

  • monitorare permanentemente lo stato di salute dei suoi batteri,
  • selezionare l’alimentazione più adeguata per il digestore, per evitare il blocco della fermentazione;
  • formulare correttamente la dieta del digestore in base a prove obiettive (niente tabelle!);
  • determinare correttamente la qualità delle biomasse prima dell’acquisto, e negoziare il prezzo in base all’effetiva resa di metano nelle condizioni reali del Suo impianto (niente tabelle anche per questo!).

Il seguente articolo spiega a grandi linee come si gestisce in proprio un impianto di biogas: L’autogestione biologica di un impianto di biogas.

E’ necessaria l’assistenza biologica esterna per gestire l’impianto di biogas?

La migliore gestione biologica è quella che il  titolare stesso  presta nel suo proprio impianto. Chi fa da sè, fa per tre! La biologia di un impianto di biogas è troppo importante per delegarla a degli esterni.

I vantaggi di rendersi indipendenti da “biologi”  e laboratori esterni sono molteplici:

  • Risparmio dei costi fissi di gestione. Basta prove inutili!
  • Prevenire per tempo i problemi biologici, tramite il monitoraggio in tempo reale delle costanti biologiche dell’impianto.
  • Risparmio nell’acquisto di prodotti inutili, solitamente venduti dagli stessi laboratori esterni o dai fabbricanti degli impianti.
  • Risparmio nell’acquisto di biomasse e sottoprodotti.

 

Chiunque può gestire un impianto di biogas. Non è necessario essere biochimico o microbiologo.

La ricetta per non avere mai un fermo impianto per problemi biologici, e per ottimizzare i costi di alimentazione del digestore è:

studio +  lavoro + costanza +  buon senso

Non esistono scorciatoie né “FOS/TAC alla svelta” che consentano di controllare correttamente un impianto di digestione anaerobica. Ma non è neanche necessario avere una laurea, solo l’umiltà di imparare le tecniche che servono, e la costanza di applicarle senza eccezione.